TUTORIAL & PROVE

Ripalettare l’artificiale

Il mio metodo per Ripalettare l’artificiale spiegato in un video, come ripalettare l’artificiale o meglio come lo faccio io! Niente di speciale, ma in questo articolo e nel video allegato vi spiego cosa utilizzo e come farlo in totale autonomia e con gli attrezzi giusti, andiamo!


Sommario


Rompere la paletta dell’artificiale, a chi non è mai capitato? Inizialmente, mi succedeva abbastanza spesso e la cosa era davvero fastidiosa, si perdeva un prezioso alleato, ma soprattutto, lo dovevamo ricomprare!

Non avevo mai pensato in passato alla riparazione, anche perché credevo, sbagliandomi, si modificasse troppo il nuoto dell’artificiale, optando per il riacquisto.

Con le dovute attenzioni invece si riesce a ricostruire una paletta che gli ridarà il suo nuoto, qualcuno dirà che è impossibile ottenere lo stesso nuoto, ma vi assicuro che ci si avvicina davvero tanto (sembra uguale a prima), specialmente se parliamo di long jerk.

Bene, andiamo a vedere in questo primo video ed articolo come mi sono organizzato e quali strumenti ed attrezzi ho preparato per questo “mio metodo” di ripalettamento.

Più avanti farò altri video aggiornando questo articolo con ogni ripalettamento eseguito e con tutti gli accorgimenti che andrò ad utilizzare nel dettaglio.

Il mio metodo per ripalettare l’artificiale

Al fine di documentarmi su come si potesse ripalettare correttamente un artificiale, ho letto e guardato una infinità di video e tutorial, volevo capire se fosse possibile farlo, ma soprattutto se fossi io in grado di farlo!

Come noterete nel video sono giunto alla conclusione che per ottenere un ripalettamento esteticamente accettabile (che poi risulta anche idrodinamica-mente accettabile), era necessario ricavare uno scasso nel corpo dell’artificiale, non troppo invasivo.

il piccolo spazio a disposizione Ripalettare l'artificiale dove fare lo scasso e posizionare la nuova paletta
il piccolo spazio a disposizione Ripalettare l’artificiale dove fare lo scasso e posizionare la nuova paletta

In molti per ottenere lo scasso e quindi creare posto alla nuova paletta tagliano con un seghetto o altri strumenti la parte dove è rimasta la paletta spezzata, creando una fessura aperta da entrambe le facce della testa dell’artificiale, il metodo non mi convinceva.

Quindi ho studiato un mio metodo, che sono sicuro utilizzerà anche qualcun altro, che però necessitava di un attrezzo specifico, ovvero un mini trapano e delle punte da fresatura.

Questo avrebbe permesso di ottenere si una fessura, ma della misura, profondità, larghezza e forma che decidevo io, anche in base alla paletta auto-costruita.

Il resto delle operazioni avviene come nella maggior parte dei ripalettamenti.

Lo scasso per il ripalettamento dell’artificiale con il mini trapano

Cuore dell’operazione è la creazione dello spazio (lo scasso) per inserire la nuova paletta.

Questa è l’operazione più difficile e se vogliamo cruciale, al fine di ottenere una buona riuscita del lavoro, come già ho anticipato è stata eseguita con l’ausilio del mini trapano che vediamo qui sotto

mini trapano elettrico con prolunga di precisione
mini trapano elettrico con prolunga di precisione

Grazie a questo attrezzo con delle punte da fresatura della dimensione adeguata (ne esistono praticamente per ogni forma che vogliamo ottenere), ho potuto fare lo scasso della forma e profondità che volevo, stando attento a non sprofondare troppo, ma soprattutto, sono riuscito a mantenere intatte la pareti esterne dei due lati del muso del long jerk!

micro punta per la fresatura (scasso)
micro punta per la fresatura (scasso)

Questo tipo di scasso non è troppo invasivo, stando attenti a non andare troppo in profondità possiamo evitare sia l’infiltrazione dell’acqua all’interno, che causerebbe il blocco della pesistica e quindi l’inservibilità dell’artificiale, sia una sede molto più resistente dove connettere la nuova paletta, BINGO!

Non solo una sede sicura per l’inserimento, ma anche un’estetica migliore e più aderente all’originale forma che aveva prima di rompersi.

Sagomare la nuova paletta, metodo e materiale

Per il Taglio e la sagomatura della paletta (avevo il trapanino con la prolunga di precisione quindi ho usato quello voi potreste farlo e non della normale carta abrasiva utilizzata solo per rifinire), mi sono affidato al sistema classico.

punta per mini trapano levigatrice
punta per mini trapano levigatrice

Ho preso semplicemente le misure di una paletta che poteva andare bene (non avevo un artificiale gemello, quindi ho utilizzato un artificiale molto simile a quello spalettato), con il calibro ho preso tutte le misure e poi ho disegnato la forma sul pezzo da sagomare.

prendere le misure con il calibro, va bene anche un normale centimetro
prendere le misure con il calibro, va bene anche un normale centimetro per ripalettare correttamente l’artificiale

Non fate l’errore di volervi ricordare i numeri delle misure a memoria nel caso decidiate di ripetere l’operazione, ma appuntateli su un pezzettino di carta!

appuntare le misure delle palette, vecchia e nuova per ripalettare correttamente l'artificiale
appuntare le misure delle palette, vecchia e nuova per ripalettare correttamente l’artificiale

Il materiale che ho utilizzato per ricreare la paletta è un materiale di risulta (qui va fatta una menzione a mio cognato Pasquale che lo aveva già utilizzato), ovvero un pezzo di circuito stampato, la base di colore verde, molto resistente e facile da sagomare.

Fissare la nuova paletta nella sede dello scasso, materiale, metodo, tempo.

Una volta fatto lo scasso, prese le misure della profondità, creata la nuova palette con queste misure, non rimane che fissare con il sistema più resistente possibile la nuova paletta sul nostro artificiale.

Il materiale per il fissaggio

Anche per questa operazione ho preferito dotarmi di un materiale adeguato, l’unico, che potesse dare un risultato, duraturo ed anche estaticamente accettabile, per come ho potuto apprendere, è la colla bicomponente epossidica.

Questo materiale, infatti, oggi lo troviamo già pronto all’uso, quindi facile da utilizzare e lavorare, esistono dei kit già pronti all’uso, anche di ottima qualità che permettono di ottenere un materiale facile da applicare per via della densità, ma soprattutto riempitivo e resistente nel tempo.

Kit colla bicomponente epossidica
Kit colla bicomponente epossidica

La bicomponente epossidica permette di ottenere un ottimo risultato finale andando anche a creare un “unico” monoblocco fra il corpo dell’artificiale e la nuova paletta, resistente e idrodinamico.

Con il kit che troverete nella lista delle attrezzature alla fine dell’articolo, è molto facile ottenere il risultato che vedrete nel video, anzi, sono stato un pò impreciso io nell’applicazione altrimenti sarebbe stato ancora migliore, ma a questo ho già posto rimedio nei ripalettamenti successivi.

L’applicazione della bicomponente

Per applicare la colla bicomponente, una volta ben amalgamata in parti uguali (trovate le istruzioni nel kit, semplicissime), ho utilizzato la palettina in dotazione, riempendo completamente lo scasso sull’artificiale.

preparazione colla bicomponente epossidica per ripalettare l'artificiale
preparazione colla bicomponente epossidica per ripalettare l’artificiale

Riempire completamente lo scasso è utile, perchè quando andremo ad inserire la nuova paletta, fissandola per bene fino in fondo (se abbiamo fatto un buon lavoro di sagomatura andrà precisa e già ben fissata) fuoriuscirà della colla sui bordi della sede di inserimento.

La fuoriuscita della colla bicomponente significa che abbiamo occupato tutti gli spazi interni, quindi, una volta asciutta saremo sicuri che non si creino punti deboli nella struttura.

fissaggio della paletta in sede dopo aver applicato la bicomponente
fissaggio della paletta in sede dopo aver applicato la bicomponente

La colla bicomponente fuoriuscita deve essere spalmata prima che inizi ad indurirsi, sarebbe opportuno utilizzare un pennello rigido per farlo, io ho utilizzato una spatolina di plastica fornita nella kit, ma se ci dotiamo di un attrezzo adeguato il risultato sarà molto migliore.

applicazione e modellazione bicomponente sulla paletta
applicazione e modellazione bicomponente sulla paletta

Il tempo di asciugatura della bicomponente

Il tempo di asciugatura della colla è di almeno 12 ore, ma se aspettiamo 24 ore è meglio, una volta sciugato il primo strato, (potrete farlo anche entro le prime 12 ore) vi consiglio una seconda applicazione per rendere il tutto idrodinamico e liscio al massimo, con un risultato finale estetico eccellente.

Fatte queste due operazioni basterà aspettare la completa asciugatura della bicomponente e la nostra paletta, se abbiamo fatto tutto con attenzione, sarà pronta all’uso e ben fissata!

Ma fare tutto questo… conviene?

Come per ogni cosa che facciamo ci sono dei pro e dei contro, io fino al primo ripalettamento, questo, non ritenevo opportuno “perdere tempo” a ripalettare un artificiale, che fra le altre cose, ritenevo ormai non più utilizzabile perché mai e poi mai sarebbe ritornato come prima.

Ultimamente ho cambiato idea, soprattutto sul ritorno alle sue funzionalità, infatti ho potuto assistere sia alle prove di nuoto di ripalettati, che si muovevano davvero bene, sia alle catture con questi ultimi, quindi alla loro piena funzionalità.

Mi sono convinto a ripalettare anche per una soddisfazione personale, catturare un pesce con qualcosa che abbiamo rimesso a nuovo con le nostre mani, anche solo immaginare di riuscirci, accende quella voglia di mettersi all’opera! Questa cosa la sa bene chi autocostruisce, volvevo provare un minimo della sensazione

la soddisfazione di aver ottenuto un ripalettamento soddisfacente! artificiale ripalettato sul morsetto per asciugatura
la soddisfazione di aver ottenuto un ripalettamento soddisfacente! artificiale ripalettato sul morsetto per asciugatura

Ed a livello economico… conviene ripalettare l’artificiale?

La risposta è NO! Non è solo il lato strettamente economico del costo degli attrezzi e dei materiali, quelli rimangono e se ben utilizzati si potranno utilizzare per ripalettare decine di artificiali e fare tante altre cose.

La questione riguarda più che altro il tempo, il preziosissimo e sempre meno disponibile TEMPO.

Il tempo impiegato per ottenere un buon risultato sicuramente non ripaga in termini di risparmio economico nel non dover acquistare un nuovo artificiale, il video che vedrete sono riuscito a farlo mentre ero in ferie questa estate, proprio perché avevo tempo da perdere.

Quindi credo che a livello economico non sia per niente conveniente.

Allora perché hai fatto un tutorial e dici di voler continuare a ripalettare?

A questo punto la domanda potrebbe essere legittima, perchè farlo se lo ritieni antieconomico e quasi una perdita di tempo?

La risposta in parte l’ho già data, una grandissima soddisfazione personale nel riuscire a rimettere a nuovo un nostro attrezzo, questa è la molla principale.

Il tempo? Una volta capito come fare, cosa fare e soprattutto dove farlo, predisponendo già i nostri attrezzi per pronto intervento, si riuscirà come in ogni attività umana a trovare il tempo di farla!

Breve elenco delle cose che mi piace fare, ma che non converrebbe fare (parlando di pesca)

  • Andare a pesca
  • Fare centinaia di kilometri per andare a pesca
  • Alzarsi alle 4:00 per andare a pesca
  • Pescare con le temperature sotto zero
  • Pescare con le temperature a 40 gradi
  • Pescare sotto un acquazzone
  • Comprare attrezzature da pesca
  • Rilasciare i pesci
  • Registrare i video
  • Montare i video
  • Scrivere gli articoli del blog
  • Mantenere aggiornati i miei social di pesca
  • Seguire i gruppi social di pesca
  • Spiegare perché mi piace la pesca (solo se espressamente richiesto)
  • Rispondere a tutte le vostre richieste e domande (almeno al 99%!)
  • Leggere libri e riviste che parlano di pesca
  • Guardare video di pesca e tutorial su di essa
  • etc… etc… etc… Aggiungete nei commenti i vostri “mi piace ma non conviene”

In definitiva quello che facciamo è una filosofia di vita, una cosa che si chiama… PASSIONE! Non ho fatto l’elenco sopra per occupare spazio, ma solo perché sono convinto che niente è da buttare (lo so non è proprio normale), specialmente parlando di pesca ed attrezzature, a tal proposito vi lascio un link di wikipedia qui sotto, dategli uno sguardo.

Kintsugi

Il kintsugi (金継ぎ AFI: [kʲĩnt͡sɨᵝɡʲi]), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica (in genere vasellame), usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti. La tecnica permette di ottenere degli oggetti preziosi sia dal punto di vista economico (per via della presenza di metalli preziosi) sia da quello artistico: ogni ceramica riparata presenta un diverso intreccio di linee dorate unico ed irripetibile per via della casualità con cui la ceramica può frantumarsi. La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di perfezione estetica e interiore.
L’arte del kintsugi viene spesso utilizzata come simbolo e metafora di resilienza.
Fonte wikipedia

Ci saranno giorno dove non potremo andare a pesca (e quindi non saremo a lavoro o con impegni familiari che vengono sempre prima di tutto) e magari ci perderemmo in altre attività che guardandole bene, sono una vera perdita di tempo, ecco, abbiamo il tempo a nostra disposizione.

Quindi, se pensate di risparmiare ripalettando e non comprando gli artificiali, forse state un po’ sognando, se invece, volete rimettere in pista il vostro amato castigatore o l’artificiale jolly che non si trova più, allora datevi da fare, rimboccatevi le maniche e la vostra soddisfazione sarà immensa, tempo e denaro si risparmiano con altri metodi se è la passione a chiamare, questo lo sa bene ogni pescatore!


Elenco attrezzi e materiali utilizzati in questo tutorial

Attrezzi per ripalettare

Materiali per ripalettare


In conclusione

Questo non vuole essere un tutorial nel senso stretto del termine, mancano alcuni passaggi fondamentali e le indicazioni più precise per ottenere risultati ottimali.

Naturalmente questo è solo il primo ripalettamento che faccio, ne sto eseguendo altri ed appena avrò una tecnica migliorata nel farli aggiornerò questo articolo e farò i video dei diversi artificiali che ripaletto.

Penso di avervi detto quasi tutto su questo primo video di ripalettamento e su come partire, non mi resta che lasciarvi alla visione del video, se avete domande scrivete nei commenti, sotto trovate anche i link a tutti i socila, alla prossima!

Non mi resta che lasciarvi come al solito i link ai miei social ed il video dove questo racconto lo potrete vivere con i vostri occhi, spero vi piaccia, se così fosse vi invito a mettere un like ed iscrivervi al canale YouTube ClipAnger, seguitemi su Facebook, instagram, twitter e pinterest, li aggiorno quotidianamente. Vi informo che ho anche aperto la sezione commenti, per gli articoli, quindi potrete dire la vostra anche qui, sotto questo articolo. Mentre per ricevere le notifiche su nuovi articoli, tutorial, report e progetti di questo blog, vi basterà iscrivervi alla newsletter!

video ripalettare l’artificiale sul canale YouTube clipangler

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