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Cali barometrici, pesci frenetici! Soprattutto spigole!


Cali barometrici, pesci frenetici! Soprattutto spigole!

Ci siamo, si stanno susseguendo diversi cali barometrici a cadenze regolari, pioggia, cielo coperto, un pò di freddo, insomma stiamo entrando nel periodo clou, queste condizioni ci danno la possibilità di poter dare la caccia alla preda più ambita e forse più difficile da insidiare, la regina il pesce per eccellenza, signori e signore la spigola, o come la chiama qualcuno più preparato Dicentrarchus labrax.

Le tecniche per insidiarla sono principalmente 3 dalla riva, spinning, bolognese, surfcasting, trattarle tutte in un solo post vorrebbe dire affrontare una lunga e forse noiosa trattazione teorica, preferirei in questo post occuparmi per il momento della cattura di questo splendido pesce tramite esca artificiale, a spinning, successivamente affronteremo di sicuro la pesca a bolognese.

In generale l’approccio a questa pesca prevede uno spinning più leggero, quindi se ne abbiamo la possibilità bisognerebbe dedicare alle nostre battute un’attrezzatura non dico specifica ma almeno mirata, una canna non troppo nervosa con lunghezza max 2.40 che permetta di non strappare il delicato apparato boccale del pesce, un mulinello di dimensioni 3000 – 4000 una treccia da 10-12 Lbs già va bene, terminali in fluoro dallo 0.24 allo 0.33.

Le esche meritano davvero una trattazione estesa, partiamo dalle classiche hard-bait.

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La più blasonata copiata ed utilizzata (anche se negli ultimi tempi le cose stanno radicalmente cambiando) è la classica esca dalla testa rossa con corpo bianco, le aziende ne hanno prodotte praticamente di ogni forma e dimensione e con caratteristiche talmente diverse che ne potremmo fare una cassettina dedicata, naturalmente il buon senso ci guiderà ad un utilizzo adeguato, con misure ridotte da 7cm a max 15cm principalmente suddivise in esche per la pesca a galla e per la pesca in corrente, quindi popper e piccoli WTD e jerkbait con palette più o meno pronunciate.

Naturalmente non insidieremo le spigole solo con artificiali dalla testa rossa, per quanto riguarda le hard-bait, ma tenteremo il più possibile in base alla composizione dello spot ed alle condizioni meteo, di avere un approccio basato su un utilizzo ragionato, colore e forma dell’artificiale dovranno essere se possibile imitazioni del pesce foraggio presente nello spot, nelle foci i colori naturali rendono molto più dei colori accesi, mentre ho notato da esperienze personali che negli spot ricchi di scogli massi o ostacoli artificiali i colori più accesi funzionano molto meglio, questo comportamento molto probabilmente è dettato dalla presenza di quella minutaglia in quel determinato spot, niente di particolare, quindi, scegliere artificiali adeguati a situazioni diverse.

Il campionario degli artificiali è talmente vasto che si potrebbe scrivere un intero libro sulla questione, nella foto in basso ve ne propongo una nutrita schiera che utilizzo nelle mie uscite.

Oltre alle esche di piccole dimensioni negli ultimi tempi si stanno affermando nella pesca della spigola anche le esche longjerck , che hanno una marcia in più quando lo scalino da raggiungere si trova a distanze notevoli e quindi con esche leggere è difficile o impossibile da raggiungere, altro vantaggio è la possibilità che alla stessa esca approcci anche qualche altro predatore! Non ditemi che se vi attacca un serra vi arrabbiate! Resta inteso che se la vostra attrezzatura non lo permette inutile mettere in cassetta esche voluminose che non si lanciano e non riusciremo a controllare!

Nell’immagine sotto un campionario delle esche più lunghe da me utilizzato quando ricerco la spigola, potrete notare che sono più o meno simili, cosa cambia? Non è assolutamente la marca che ci farà fare strike, toglietevelo dalla testa, infatti i pesci non sanno leggere, e nemmeno parlano, ma sicuramente l’azione ed il movimento dell’esca che possiamo imprimere al “pesciolino artificiale” con stop-and-go leggere jerckate, trattenute in corrente…potranno fare la differenza inoltre i movimenti stessi dell’esca, dati dal tipo di esca e dalla forma fare la differenza. Decidere sempre in base allo spot, fondale basso è inutile insistere con esche che scendono o affondano, sarà sicuramente più logico utilizzare i WTD o i popper, oppure i suspending (artificiali che nelle pause rimangono a mezzacqua) e quelli con paletta poco pronunciata, o addirittura senza paletta (lipless) e darterminnow, mentre se avremo fondali di un certo livello l’utilizzo di esche che “scendono”, è fortemente consigliato utilizzare delle belle palette.

Un mondo tutto loro se lo stanno ritagliando le cosiddette softbait, o esche morbide o gomme, quindi tutti i tipi di gomma spiombate o piombate scentate o meno che il mercato offre e che vengono da decenni utilizzate nella pesca in acque dolci specialmente nella ricerca del bass, nel nostro caso il SEABASS!. Esche di questo tipo necessitano di attrezzature adatte a percepire e sondare i dettagli del fondale, la maggior parte lavorerà a stretto contatto con questo habitat, facendo molta pratica riusciremo a capire cosa c’è davanti a noi, individuando buche ostacoli e così scegliere i migliori hotspot.

L’utilizzo principale di queste esche è infatti la vera e propria ricerca del pesce in agguato, dietro l’anfratto, la roccia, l’ostacolo. Vista la loro “leggerezza” non sarà facile raggiungere scalini o farle pescare adeguatamente in corrente, gli spot da prediligere, a mio avviso, saranno quelli con acque più ferme, ad esempio le lagune salmastre, perfette per ricercare ed invogliare con esche sinuose come le “gomme”, andranno animate con molta maestria e solo dopo molta pratica riusciremo a capire per ogni tipo di esca quale sia il movimento giusto da imprimere con la canna. Molti esempi di come armarle si possono ricercare e copiare dalla pesca al bass con questo tipo di esche, i principali sono: spiombato, direttamente con ami adatti innescati sulla gommina della misura che preferiamo di tipo offse, piombata con amo già piombato o con piombo “slegato”, jig head o testine piombate.

Negli ultimi tempi proprio questo tipo di esche stanno vivendo un momento di gloria e molti appassionati hanno trasformato le loro intuizioni in esche completamente dedicate alla spigola con forme ed accorgimenti per far diventare una gomma tutto quello che vogliamo, un esempio per tutti può essere l’esca studiata e creata da Paolo Germani, il persuader, di tante forme e decine di possibilità di innesco, ma questo lo vedremo in un’altro articolo completamente dedicato.

Siamo arrivati al termine e non abbiamo nemmeno iniziato, ogni volta che riuscirò a prendere una spigola a spinning, da qui in avanti, provvederò a descrivere dettagliatamente il tipo di spot gli attrezzi utilizzati le condizioni meteo e le esche utilizzate, così da creare una casistica delle varie condizioni utili a fare un punto sulle mie esperienze e condividerle con tutto voi, vi prego di commentare le vostre impressioni consigli e critiche, insieme si cresce insieme si fanno grandi cose!

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2 commenti

  1. Ciao clip idea molto bella quella di creare un elenco di tutte le spigole catturate e delle condizioni, mi ero perso questo articolo che era stato scritto nel 2018 a quanto vedo, nel viso ad esempio vedo una spigola catturata con in long herk molto lungo in scaduta avanzata??

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