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KAYAK FISHINGreport

Kayak Fishing – Spinning sulle mangianze!

Erano tre uscite, da quando ho il kayak, che provavo a beccare i grossi alletterati in mangianza, una pesca adrenalinica che consuma tante energie, ma che da belle soddisfazioni nonostante le difficoltà e questa volta, la soddisfazione è stata bella e GROSSA!

Consuma tante energie, si pedala e parecchio, ma lo sforzo non è solo fisico è anche se vogliamo mentale, bisogna anche stare con le “antenne” alzate e lo sguardo attento, una pesca fatta con i sensi, le Mangianze non solo si vedono, ma si sentono!

Noterete dal video sul mio canale YouTube come sia importante “ascoltare” oltre che guardare, grazia al kayak questa operazione viene molto NATURALE, siamo immersi nella natura, ed abbiamo il silenzio e la piena compatibilità ambientale nonché ecosostenibilità grazie all’assenza di rumori provocati da insopportabili motori marini, bellissimo!

Il kayak è anche questo, silenzio e invasività quasi 0! Si può arrivare sulle mangianze in silenzio, senza disturbare, davvero una bella cosa, che permette di lanciare da molto vicino, senza che i pesci scendano nel blu sparendo davanti ai nostri occhi, come succede quando arrivano le barche!

Lo spot e la distanza dalla costa

Le mangianze dalle nostre parti le vedi da riva a volta le senti anche, ma non ci arrivi, nella stragrande maggioranza dei casi, neanche con un lancio ben fatto.

La soluzione quindi è inseguirle, il metodo migliore a mio avviso è il kayak, sono di parte lo ammetto, ma il fatto di poterlo fare in silenzio e nel rispetto dell’ambiante mi mette l’anima in pace.

kayak fishing spinning sulle mangianze
kayak fishing spinning sulle mangianze

La distanza dello spot o della strike zone, se vogliamo, una volta calato il kayak in acqua si raggiunge molto facilmente, a distanze relativamente vicine dalla costa ci ritroviamo nell’epicentro delle mangianze in alcuni spot, lo ammetto… una bella for-TUNA!

Attrezzature utilizzate, belle pesanti… ma anche no!

Per affrontare questa tecnica, lo spinning sulle mangianze offshore, mi sono dotato di canna adeguata, il mulinello lo avevo già, il mio potentissimo SHIMANO TWIN POWER PG 6000 SW – cliccando qui trovate il video dedicato – , la canna come detto invece l’ho presa adesso ed è la SHIMANO GRAPPLER TYPE C da 100 grammi che gestisce alla perfezione le esche da dedicare ai tunnidi, quindi grossi e medi JIG nonché stick ed altre esche dedicate come le gomme armate con doppio amo.

Oltre all’attrezzatura potente, che secondo me va bene a partire da pesci come quello che ho catturato in poi, possiamo abbinare, ed ho abbinato, una combo leggera da spinning medio potente, la mia fidata labrax che sto portando sempre in combo con lo stella 5000 sw, come vedrete dal video, combo, che si è dimostrata all’altezza della situazione!

Tante mangianze, ma brevi

Il pomeriggio a pesca parte bene, già alle 18:00 avvistiamo e sentiamo le prime mangianze, ma non sono quasi mai a tiro di canna, quindi cerchiamo di raggiungerle, a volte con successo a volte no, perchè finiscono prima che si riesca ad arrivare e lanciare.

Man mano che passa il tempo aumenta il numero delle mangianze, ma la durata è sempre abbastanza breve, però riusciamo ad intercettarle molto più facilmente, lanciamo, ma non attaccano, c’è qualcosa che va cambiato nella strategia adottata, ne sono convinto!

Cambio di strategia ed attrezzatura

Nello spinning, anche da kayak, fossilizzarsi sulle proprie convinzioni può portare ad insuccessi clamorosi, nonostante la presenza dei predatori, succede da riva, succede dal kayak, l’importante è non fossilizzarsi!

Se fino a quel momento ho utilizzato una combo pesante lanciando esche da 40 o 60 grammi, forse, vista la mole non esagerata dei pesci che vediamo nelle mangianze, conviene fare qualche cambiamento.

Così decido all’ennesima mangianza, molto vicina quindi facilmente raggiungibile, di lanciare un piccolo JIG della seaspin, color acciuga, sembra uguale uguale alle acciughe, il murigu da 25 grammi, naturalmente utilizzando la combo leggera, ebbene, la scelta è quella giusta!

Per armare questa esca ho utilizzato un doppio assist in testa della zets se non ricordo male della misura 1/0, si avete ragione, sono ami per le blatte, ma sono leggerissimi e su questo jig ci stanno bene, quindi, li ho messi e vi assicuro, ma lo vedrete dal video, che una volta entrati… non escono!

Mangianza intercettata, CORSA E LIVE STRIKE!

La mangianza è bella grossa e non troppo distante dal punto dove ci troviamo, si fa una rapida manovra e si parte a tutta velocità con i nostri kayak, raggiungiamo la mangianza ancora in piena attività, canna pronta, lancio appena dopo la mangianza, recupero e… STRIKE!

Parte, una bella partenza dopo la ferrata, come ci si aspetta da pesci potenti e per niente facili da combattere, adrenalina oltre la soglia, fiato corto e frizione che canta a squarciagola!

Il Kayak fa anche qualche metro in direzione del tonno che tira con tutte le sue forze, sento che è gestibile, potente ma gestibile, almeno mi sembra!

La prima fuga si ferma relativamente subito, quindi la mia sensazione di “gestibilità” della preda in canna è confermata, non dovrò nemmeno combatterci più di tanto, saranno momenti intensi e con un grande sforzo, ma principalmente perché ero già stanco delle pedalate precedenti e di quella per arrivare a lanciare su questa mangianza.

La scelta decisiva, attrezzi ed esca leggera!

Anche se sono in caccia grossa, come vedrete dal video utilizzo una combo abbastanza potente, mi rendo conto che per le taglie che ci sono in quel momento forse sono sovradimensionato, specialmente come esca!

Per questo motivo scelgo un’esca più piccola del dragon saruna, che sto lanciando con la grappler, precisamente il murigu 25 grammi della seaspin color acc, che invece lancerò con la labrax edge, in combo con lo stella 5000 sw, insomma tutto più leggero, ci credo, e lancio! ed è strike! Supercombattimento con attrezzi leggeri e tonno in coperta, tutte l’emozione e la “fatica” le potrete sentire nel video qui sotto!

kayak con tonno in coperta
kayak con tonno in coperta

In conclusione

QUalcuno nei commenti sui social ha scritto “OK, ora è la fine… sarà peggio di una droga!” Frase che racchiude una verità assoluta, già non potevo fare a meno della pesca da riva, che rimane sempre la tecnica che praticherò in maniera principale (anche per questioni tecniche e pratiche) ora sono “drogato” di profondo blu, bellissimo! Quella che ho sempre definito una sana passione, riesce ancora una volta a darmi soddisfazioni, grosse soddisfazioni ed ancora me ne darà!

Ho visto che il video sta piacendo tantissimo, mi fa immensamente piacere e questo mi spinge a crearne sempre di nuovi, quindi, buona visione se siete atterrati su questo articolo dal web, buona lettura e soprattutto, appassionatevi… rimarrete stregati, alla prossima!

Non mi resta che lasciarvi come al solito i link ai miei social ed il video dove questo racconto lo potrete vivere con i vostri occhi, spero vi piaccia, se così fosse vi invito a mettere un like ed iscrivervi al canale YouTube ClipAnger, seguitemi su Facebook, instagram, twitter e pinterest, li aggiorno quotidianamente. Vi informo che ho anche aperto la sezione commenti, per gli articoli, quindi potrete dire la vostra anche qui, sotto questo articolo. Mentre per ricevere le notifiche su nuovi articoli, tutorial, report e progetti di questo blog, vi basterà iscrivervi alla newsletter!

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Attrezzatura utilizzata

Esca catturante

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SPINNING SULLE MANGIANZE – BiG ALLETTERATO a SPINNING false albacore LIVE STRIKE – kayak fishing 4K

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