CARIDDI VS BARRACUDA e CARIDDI VS SCOGLIERA: ho provato i nuovi Long Jerk di Life Under Spinning

Quando si parla di artificiali dedicati allo spinning in mare, è sempre più difficile trovare qualcosa che riesca davvero a distinguersi. Negli ultimi anni abbiamo visto moltissimi long jerk simili tra loro, ma ogni tanto arriva un progetto capace di portare qualche soluzione tecnica interessante. È il caso dei nuovi CARIDDI VS Barracuda e CARIDDI VS Scogliera, due artificiali sviluppati dai ragazzi di Life Under Spinning, azienda siciliana che progetta e testa le proprie esche direttamente nei mari italiani. (Life Under Spinning)
In questo articolo vi racconto le mie prime impressioni dopo averli ricevuti, analizzati nel dettaglio e provati direttamente in mare durante una sessione di spinning.
Chi è Life Under Spinning
Dietro il marchio Life Under Spinning ci sono Francesco e Salvatore, due pescatori siciliani che hanno trasformato la loro passione per lo spinning in un laboratorio di progettazione dedicato esclusivamente alle esche artificiali.
Ogni artificiale nasce dopo mesi di sviluppo e numerosi test pratici, con l'obiettivo di proporre soluzioni innovative e materiali di qualità. Una filosofia che emerge chiaramente anche osservando i nuovi Cariddi. (Life Under Spinning)
Per conoscere tutta la gamma di prodotti vi consiglio di visitare lo store ufficiale:
https://www.lifeunderspinning.it
oppure la sezione dedicata alle esche:
https://www.lifeunderspinning.it/collections/le-nostre-esche
Perché il nome Cariddi?
Una delle cose che mi ha colpito immediatamente è proprio il nome scelto.
Cariddi rappresenta infatti uno dei due mostri mitologici dello Stretto di Messina insieme a Scilla. Due figure leggendarie profondamente legate alla Sicilia e al Sud Italia che danno personalità a questo progetto tutto italiano. È un richiamo culturale che ho particolarmente apprezzato perché racconta le origini del marchio ancora prima delle caratteristiche tecniche dell'esca. (Treccani)
Un packaging davvero originale
Prima ancora di aprire la confezione si nota subito il lavoro svolto sul packaging.
Ogni artificiale viene presentato all'interno di una confezione completamente in cartoncino illustrata con richiami grafici differenti.
Il Cariddi VS Barracuda presenta il profilo del barracuda, mentre il Cariddi VS Scogliera richiama immediatamente l'ambiente per il quale è stato progettato.
Sul retro troviamo inoltre la descrizione tecnica dell'artificiale e un QR Code che permette di osservare direttamente il nuoto dell'esca.
È uno dei packaging più originali che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi.

Le caratteristiche comuni
Entrambi gli artificiali condividono gran parte della progettazione.
Le caratteristiche principali sono:
- Lunghezza: 200 mm
- Paletta in Carbon Fiber
- Sistema interno Spring System
- Armatura passante
- Costruzione artigianale
- Lunghe distanze di lancio
La prima cosa che colpisce è proprio la paletta in carbonio.
È molto ampia, estremamente rigida e progettata per resistere anche durante utilizzi gravosi.
Altro elemento distintivo è lo Spring System, ovvero il sistema di trasferimento dei pesi in tungsteno tramite molla.
Durante il lancio il peso si sposta completamente verso la coda migliorando stabilità e gittata.
Appena l'artificiale entra in acqua il sistema riporta immediatamente la zavorra nella posizione corretta consentendo al long jerk di iniziare a nuotare già dal primo giro di manovella.



CARIDDI VS SCOGLIERA
Questa è la versione dedicata alla ricerca dei predatori che stazionano nelle profondità.
Le caratteristiche sono:
- 200 mm
- 37 grammi
- Fast Sinking
L'assetto in affondamento è quasi verticale e permette di raggiungere rapidamente gli strati più profondi della colonna d'acqua.
È una soluzione molto interessante quando dobbiamo cercare: - dentici
- cernie
- ricciole
- palamite
- tonnetti
Durante il test ho apprezzato soprattutto la facilità con cui riesce ad arrivare sul fondo mantenendo comunque un recupero molto regolare.

CARIDDI VS BARRACUDA
La seconda versione nasce invece per un impiego completamente diverso.
Le caratteristiche principali sono:
- 200 mm
- 35 grammi circa
- Slow Sinking
Qui il comportamento cambia completamente.
L'affondamento è molto più lento e permette recuperi ricchi di pause e stop & go, proprio la tecnica che utilizzo più spesso nella ricerca del barracuda.
Molto interessante anche la posizione dell'occhiello di aggancio leggermente decentrata, soluzione studiata per conferire un assetto di nuoto molto particolare.
È una scelta progettuale che ho trovato intelligente e che durante i recuperi restituisce sensazioni davvero piacevoli sulla canna.

Le finiture
Osservando da vicino gli artificiali si nota immediatamente la cura costruttiva.
Le colorazioni risultano molto naturali, gli occhi sono tridimensionali, l'armatura passante attraversa completamente il corpo e si percepiscono anche quei piccoli dettagli tipici delle lavorazioni artigianali, come le leggere imperfezioni nella zona della paletta, che testimoniano un assemblaggio non completamente industriale.
Il test in mare
Naturalmente non mi sono limitato all'unboxing.
Sono andato subito in spiaggia per provarli.
Il primo aspetto che mi interessava verificare era la distanza di lancio.
Entrambi gli artificiali si sono comportati molto bene anche con vento contrario grazie allo Spring System, viaggia meglio il Cartiddi Scogliera rispetto al Barrcuda che arranca leggermente se non troviamo il drop giusto.
Successivamente ho provato le due azioni di pesca.
Il cariddi Barracuda conferma la sua natura Slow Sinking permettendo recuperi intervallati da lunghe pause durante le quali continua lentamente ad affondare mantenendo un movimento estremamente naturale.
Il cariddi Scogliera, invece, raggiunge rapidamente il fondo consentendo di lavorare su profondità elevate e risultando molto interessante per tutti quei predatori che cacciano vicino alle rocce.
Le prime catture
Durante i primi test sono arrivate anche le prime catture.
Non si tratta ancora delle specie per cui questi artificiali sono stati progettati, ma è bastato poco per capire che il comportamento dichiarato dal costruttore corrisponde a quanto osservato realmente in pesca.
Continuerò sicuramente a testarli nei prossimi mesi, soprattutto durante il periodo migliore per barracuda e grandi predatori.
Considerazioni finali
I Cariddi non sono semplicemente due colorazioni diverse dello stesso artificiale.
Sono due progetti distinti pensati per situazioni di pesca differenti.
Il Barracuda nasce per recuperi lenti ricchi di pause.
Lo Scogliera, invece, è dedicato alla ricerca dei predatori in profondità.
Personalmente ho apprezzato moltissimo il lavoro svolto da Life Under Spinning sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista dell'identità del prodotto.
Packaging, materiali, sistema di trasferimento dei pesi e filosofia progettuale raccontano un artificiale sviluppato da chi pratica realmente lo spinning in mare.
Naturalmente il giudizio definitivo arriverà soltanto dopo molte altre uscite e numerose catture, ma le prime impressioni sono decisamente positive.




Pro
- Materiali di ottima qualità.
- Paletta in Carbon Fiber molto robusta.
- Spring System efficace nei lanci.
- Ottima distanza di lancio.
- Due versioni realmente differenti.
- Armatura passante.
- Packaging originale e curato.
- Progetto interamente italiano.
Contro
- Lunghezza di 200 mm dedicata principalmente ai predatori di taglia medio-grande.
- Per sfruttarli al meglio richiedono attrezzature adeguate.
- Necessitano di ulteriori test su diverse condizioni di mare per esprimere un giudizio definitivo.
Domande frequenti (Q&A)
Il Cariddi Barracuda è adatto ai recuperi Stop & Go?
Sì. È stato progettato proprio per questo tipo di recupero grazie all'assetto Slow Sinking che mantiene l'artificiale in pesca anche durante le pause.
Il Cariddi Scogliera arriva rapidamente sul fondo?
Sì. La versione Fast Sinking scende velocemente lungo la colonna d'acqua ed è ideale per lavorare su fondali profondi.
Quanto sono lunghi gli artificiali?
Entrambi misurano 200 mm.
Qual è la differenza principale tra le due versioni?
Il Barracuda è Slow Sinking ed è dedicato ai recuperi lenti, mentre lo Scogliera è Fast Sinking ed è progettato per raggiungere rapidamente i predatori che stazionano sul fondo.
Sono artificiali artigianali?
Sì. La progettazione e lo sviluppo sono realizzati da Life Under Spinning in Sicilia, con una forte attenzione ai dettagli costruttivi e ai test pratici. (Life Under Spinning)
Attrezzatura da spinning utilizzata
Dove acquistarli
👉 Store ufficiale Life Under Spinning
👉 Collezione esche Sito Life Under Spinning
Ho provato i CARIDDI di Life Under Spinning: i LONG JERK italiani per Barracuda e Scogliera!
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