PROVATI PER VOI

OVERDRIVE S LASER IMPACT: ho provato la nuova Heavy Sinking Pencil Bait di Daiwa pensata per raggiungere le mangianze più lontane

Quando apro un pacco Daiwa come quello di questo unboxing, so già che dentro troverò prodotti interessanti da provare, ma questa volta la curiosità era davvero tanta. Oltre al nuovo catalogo 2026, dove fa sempre un certo effetto rivedere la foto della mia cattura della leccia amia con la Freams Evolution, nel pacco erano presenti tantissime novità: nuovi trecciati, Emeraldas, Shoreline Shiner Vertice R Sinking, snap dedicati all’eging e diversi artificiali che vedremo nei prossimi mesi. Tra tutto il materiale, però, due esche hanno attirato subito la mia attenzione: le nuove Daiwa Overdrive S Laser Impact, nelle versioni 80S e 120S.

Appena le ho prese in mano ho capito che non avevo davanti il classico artificiale da spinning. Peso importante, corpo molto compatto e una costruzione completamente diversa da quella di un classico minnow. Sono artificiali progettati con un obiettivo ben preciso: arrivare dove spesso gli altri non riescono ad arrivare.

Non chiamatelo jerkbait

La prima cosa da chiarire è proprio questa. L’Overdrive non è un jerkbait, ma una Heavy Sinking Pencil Bait, una categoria di artificiali sempre più utilizzata nello spinning moderno quando è necessario raggiungere grandi distanze senza rinunciare ad un’esca che mantenga un comportamento estremamente naturale.

Molti pescatori tendono a confondere pencil bait e minnow perché la forma è simile, ma in realtà il principio di funzionamento cambia completamente. Un minnow sfrutta la paletta per sviluppare il proprio movimento; una pencil bait, invece, genera il nuoto attraverso la forma del corpo, la distribuzione dei pesi e il recupero impartito dal pescatore.

Questo significa avere un artificiale estremamente aerodinamico, stabile durante il lancio e capace di coprire distanze davvero notevoli.

Negli ultimi anni mi è capitato sempre più spesso di osservare mangianze di palamite, alletterati, serra e ricciole ben oltre la normale portata di un classico artificiale. In queste situazioni riuscire a guadagnare anche soltanto dieci o quindici metri può fare la differenza tra vedere i pesci mangiare oppure riuscire realmente ad arrivarci.

Ed è proprio qui che nasce il progetto Overdrive.

Due misure pensate per esigenze diverse

Nel video vi mostro entrambe le versioni ricevute da Daiwa.

La prima è la Overdrive 80S, lunga 80 mm per 32 grammi di peso. Basta prenderla in mano per rendersi conto di quanto sia compatta rispetto alla massa che concentra al suo interno. È uno di quegli artificiali che trasmettono immediatamente la sensazione di essere costruiti per il long casting.

Daiwa Overdrive S Laser Impact
Daiwa Overdrive S Laser Impact 80s

La seconda è la Overdrive 120S, lunga 120 mm e dal peso di 45 grammi. Qui entriamo decisamente nel mondo dello spinning pesante e dello shore game dedicato ai grandi predatori. Anche questa mantiene la stessa filosofia costruttiva della sorella minore, ma con dimensioni e peso pensati per affrontare condizioni ancora più impegnative.

Daiwa Overdrive S Laser Impact 120s
Daiwa Overdrive S Laser Impact 120 s

La distribuzione dei pesi mi ha colpito subito

Una delle prime cose che faccio quando ricevo un artificiale nuovo è cercare di capire come è stato progettato internamente. In questo caso la prima sensazione è stata molto particolare.

Abituati a tanti artificiali che utilizzano sistemi di pesistica mobile, qui la sensazione è completamente diversa. Il peso è distribuito in maniera estremamente equilibrata e l’esca appare come un unico blocco compatto.

Questa scelta progettuale porta diversi vantaggi.

Durante il lancio l’artificiale mantiene una traiettoria molto pulita, senza oscillazioni evidenti, penetra bene anche controvento e restituisce quella sensazione tipica dei metal jig, pur mantenendo tutte le caratteristiche di una pencil bait.

Nel video lo dico chiaramente: appena parte sembra quasi un proiettile. Ed è stata esattamente la stessa impressione che ho avuto poi durante le prime prove in mare.

La particolarissima pinna frontale

L’elemento che rende immediatamente riconoscibile l’Overdrive è senza dubbio la piccola pinna posizionata nella parte anteriore.

Molti potrebbero pensare ad una paletta, ma non è così.

Questa appendice svolge una funzione completamente diversa e rappresenta uno degli aspetti progettuali più interessanti dell’artificiale. Durante il recupero contribuisce a stabilizzare il corpo dell’esca, mantenendo una direzionalità molto precisa e favorendo un rolling marcato e costante.

È un particolare che voglio approfondire ancora meglio nelle prossime uscite, magari riuscendo a riprenderlo anche con il drone o con una camera subacquea, perché sono convinto che proprio questa soluzione influenzi in maniera importante il comportamento dell’esca durante il recupero.

Laser Impact: dal vivo è ancora più bello

Chi ha già utilizzato artificiali Daiwa con tecnologia Laser Impact sa di cosa stiamo parlando.

Per chi invece non li conosce, la Laser Impact è una particolare lavorazione prismatica che riflette la luce in moltissime direzioni diverse, producendo continui flash luminosi.

Dal vivo l’effetto è impressionante.

Già sotto una semplice luce artificiale si notano riflessi continui, ma è sotto il sole che questa tecnologia esprime davvero tutto il suo potenziale. L’artificiale sembra cambiare continuamente aspetto, simulando perfettamente le scaglie di un piccolo pesce foraggio che fugge da un predatore.

Personalmente credo che proprio questa caratteristica possa fare la differenza quando si pesca su mangianze molto estese oppure in condizioni di acqua particolarmente limpida.

Come penso di utilizzarla

Mentre osservavo questi artificiali mi sono immaginato subito diverse situazioni di pesca.

La prima è sicuramente quella delle mangianze di palamite e alletterati, dove spesso serve arrivare molto lontano e recuperare rapidamente un artificiale estremamente visibile.

La seconda riguarda il serra. Durante l’autunno capita spesso di trovare grandi pesci in caccia sulle sardine e avere una pencil bait capace di raggiungere grandi distanze potrebbe rivelarsi un’arma davvero interessante.

Anche dal kayak credo possa essere un artificiale molto efficace. Spesso basta mantenere qualche metro di distanza in più dal branco per evitare di disturbarlo e riuscire a lanciare proprio nel punto giusto.

Le prime prove in mare

Terminato l’unboxing non ho resistito e sono andato subito a provarle.

La prima sensazione è stata quella che mi aspettavo: il lancio è davvero impressionante.

L’Overdrive fende l’aria in maniera estremamente fluida e mantiene una traiettoria molto stabile fino all’ingresso in acqua.

Ho iniziato con recuperi lineari abbastanza sostenuti per percepire il comportamento dell’esca. Nonostante l’assenza della classica paletta, il movimento si avverte perfettamente sulla canna e la pencil bait mantiene una direzionalità molto precisa.

Successivamente ho alternato accelerazioni, rallentamenti e ampie tirate della canna. In tutte le situazioni l’artificiale mi ha trasmesso una piacevole sensazione di controllo e stabilità.

Naturalmente queste sono soltanto le prime impressioni. Per capire davvero il potenziale di un artificiale servono molte ore di pesca, condizioni differenti e soprattutto catture. Ed è proprio quello che farò nelle prossime settimane.

Considerazioni finali

Le Daiwa Overdrive S Laser Impact mi hanno incuriosito fin dal primo momento e, dopo averle osservate da vicino e provate in mare, la curiosità è aumentata ancora di più.

Mi hanno convinto la qualità costruttiva, la distribuzione dei pesi, la robustezza delle armature, la tecnologia Laser Impact e soprattutto le eccezionali prestazioni nel lancio. Sono artificiali che sembrano nati per affrontare una delle situazioni più difficili dello spinning moderno: raggiungere mangianze lontane mantenendo un’esca estremamente naturale e altamente visibile.

Ora non resta che fare quello che preferisco: portarli in pesca, metterli alla prova con serra, palamite, ricciole e tutti quei predatori che nei prossimi mesi inizieranno a cacciare lungo le nostre coste.

Come sempre sarà il mare a dare il giudizio definitivo, e naturalmente vi racconterò tutto qui su ClipAngler.

🔬 Focus Tecnico | Come funziona la tecnologia Laser Impact di Daiwa?

La Laser Impact è una delle tecnologie più evolute sviluppate da Daiwa per aumentare la capacità attrattiva degli artificiali, soprattutto quando si pesca in mare aperto o su predatori che individuano le prede a grande distanza.
A differenza delle classiche livree olografiche, che riflettono la luce in modo relativamente uniforme, la superficie Laser Impact è realizzata con una particolare microstruttura prismatica composta da migliaia di micro-incisioni ad altissima precisione. Quando i raggi solari colpiscono il corpo dell’artificiale, queste micro-superfici rifrangono e riflettono la luce in molteplici direzioni, generando continui lampi luminosi che cambiano intensità ad ogni minimo movimento dell’esca.
Il risultato è un effetto estremamente realistico, molto simile a quello prodotto dalle scaglie di un pesce foraggio quando, durante la fuga, ruota improvvisamente il corpo riflettendo il sole. È proprio questo alternarsi di bagliori che attira l’attenzione dei predatori, inducendoli ad attaccare.
Un altro vantaggio della tecnologia Laser Impact è la sua efficacia anche in condizioni non ideali. Acqua leggermente velata, cielo coperto o pesca nelle prime ore del mattino e al tramonto sono situazioni nelle quali la capacità di produrre riflessi intensi può fare la differenza rispetto ad un artificiale tradizionale.
Nel caso della Over Drive, la tecnologia Laser Impact lavora in perfetta sinergia con il corpo della Heavy Sinking Pencil Bait. Durante il recupero, il rolling e le oscillazioni laterali fanno sì che la superficie prismatica venga continuamente investita dalla luce con angolazioni differenti, creando una sequenza di flash molto naturali che simulano un pesce foraggio in difficoltà. È una caratteristica che ritengo particolarmente interessante quando si pesca su mangianze di palamite, alletterati, serra, lampughe e altri predatori pelagici, dove spesso è proprio il dettaglio visivo a far emergere un artificiale rispetto agli altri presenti in acqua.

SITO DAIWA ITALY

Caratteristiche tecniche Daiwa Over Drive Laser Impact

  • Tipologia: Heavy Sinking Pencil Bait
  • Assetto: Affondante (Sinking)
  • Tecnologia Laser Impact: struttura prismatica multidirezionale che genera riflessi estremamente intensi per imitare il pesce foraggio anche a lunga distanza.
  • Doppia azione di nuoto:
    • recupero lento: ampio movimento della coda (wide tail swing);
    • recupero veloce: rolling irregolare ed erratico, ideale per i predatori pelagici.
  • Massima visibilità: efficace sia in piena luce sia in condizioni di scarsa illuminazione grazie alla tecnologia Laser Impact.
  • Armatura passante saldata (Through Wire):
    • Ø 1,0 mm sul modello 80S;
    • Ø 1,2 mm sui modelli 95S e 120S, progettata per affrontare prede di grossa taglia.
  • Progettata per il Long Casting: corpo compatto e distribuzione dei pesi studiata per raggiungere elevate distanze di lancio mantenendo stabilità e precisione.
  • Predatori target: serra, barracuda, spigola, ricciola, dentice, lampuga, palamita e altri grandi pelagici.

Specifiche dei modelli

ModelloLunghezzaPesoAssettoAncorette
Over Drive 80S80 mm32 gHeavy Sinking2 × #6
Over Drive 95S95 mm35 gHeavy Sinking2 × #4
Over Drive 120S120 mm45 gHeavy Sinking3 × #4

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