
Quando il mare sta per cambiare
Ci sono uscite in cui il numero delle catture passa in secondo piano. Sono quelle giornate in cui il mare ti costringe a ragionare, ad osservare ogni dettaglio e a cambiare continuamente strategia. È esattamente quello che è successo durante questa battuta di spinning inshore, organizzata all’alba poche ore prima dell’arrivo di una forte sciroccata annunciata dalle previsioni meteo.
Il mare era praticamente in assenza di vento, con una lunga onda di scirocco già presente e quella sensazione tipica che precede un importante cambiamento delle condizioni. Sono situazioni che mi incuriosiscono sempre: spesso il pesce si alimenta con decisione poco prima del peggioramento, altre volte invece diventa estremamente selettivo.
Per affrontare la mattinata ho scelto un’attrezzatura medio-pesante, composta dal mio Daiwa Certate 5000 SV montato sulla mia ClipAngler Spinning Rod, una canna costruita su misura da Spada Custom Rod. Una combo che conosco perfettamente e che utilizzo quando mi aspetto l’incontro con predatori di una certa taglia.
I primi lanci e la scelta dell’artificiale
Come spesso accade, il primo artificiale è stato uno dei miei fidati 140 mm, un’esca che negli ultimi mesi mi ha regalato parecchie soddisfazioni sia per la distanza di lancio sia per il nuoto molto naturale.
Con mare formato e corrente in movimento preferisco iniziare sempre con un artificiale capace di coprire molta acqua, lasciandomi la possibilità di ridurre successivamente le dimensioni se noto pesce diffidente.
Dopo pochi lanci arriva subito la conferma che qualcosa si muove.
Bella botta.
Ferrata…
…e purtroppo il pesce riesce a liberarsi quasi immediatamente.
Sono episodi che fanno parte della pesca a spinning. Anzi, spesso sono proprio queste catture mancate a confermare che la scelta dello spot e dell’artificiale era quella giusta.
Arrivano i primi barracuda
Non passa molto tempo prima che il mare inizi a dare qualche risposta concreta.
Il primo barracuda della giornata arriva praticamente sotto i piedi, nell’ultimo metro di recupero. Una conferma di quanto sia importante non distrarsi mai fino alla fine del recupero, perché spesso gli attacchi arrivano proprio quando l’artificiale sta per uscire dall’acqua.
Il pesce è di piccola taglia e viene rilasciato immediatamente.

Poco dopo ne arriva un altro, ancora giovane, anch’esso liberato rapidamente per permettergli di continuare a crescere.
Non saranno catture memorabili per dimensioni, ma sono sempre segnali importanti: i predatori sono presenti e stanno cacciando.

La continua ricerca dell’artificiale giusto
Una delle parti più interessanti della mattinata è stata proprio la continua sperimentazione.
Ho alternato diversi artificiali cercando di capire quale potesse convincere maggiormente i barracuda.
Sono passato da esche da 140 mm a modelli da 120 e 125 mm, provando differenti colorazioni, sia naturali sia più vistose.



Ho utilizzato anche alcuni artificiali Urban Fishing che negli ultimi mesi mi hanno regalato ottimi risultati e che continuo a testare in situazioni molto diverse tra loro.
In alcuni momenti sembrava che la riduzione della misura penalizzasse gli attacchi, mentre altre volte era probabilmente la colorazione a fare la differenza.
È impossibile avere certezze assolute.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dello spinning: ogni scelta può cambiare completamente l’esito della pescata.
Anche il jig entra in azione
Come faccio spesso quando i classici minnow smettono di produrre risultati, ho deciso di dedicare qualche lancio ad un metal jig.
L’idea era quella di sondare strati d’acqua differenti e verificare se qualche predatore stesse inseguendo foraggio più al largo.
Anche in questo caso non sono arrivate catture significative, ma ogni prova aggiunge un tassello importante per interpretare la situazione.
Quando il pesce smette di collaborare, cambiare presentazione è quasi sempre la scelta migliore.

Lo scirocco prende il sopravvento
Con il passare delle ore il vento previsto inizia finalmente a farsi sentire.
Il mare cambia rapidamente aspetto.
Le mangiate si interrompono quasi del tutto e diventa evidente che le condizioni stanno peggiorando molto più velocemente del previsto.
A questo punto decidiamo di spostarci su un secondo spot per tentare le ultime carte disponibili.
Nuovo spot e ultime prove e “MANGIANZA”
Arrivati nella nuova zona, la prima cosa che cattura l’attenzione sono le numerose mangianze in superficie E BEN VISIBILI!

Quando si osserva il foraggio in attività è difficile resistere alla tentazione di provare qualcosa di diverso.
Per questo motivo tiro fuori una delle esche che utilizzo meno frequentemente: il cucchiaino.


In presenza di piccoli pesci foraggio e predatori attivi in superficie può rivelarsi una soluzione estremamente efficace grazie ai lampi prodotti durante il recupero.
Dpo queste catture decido di concludere qui la battuta, sono molto soddisfatto!
Considerazioni finali
Questa uscita conferma ancora una volta quanto la pesca a spinning sia fatta di osservazione, adattamento e pazienza.
Le catture sono state tutte di piccola taglia, ma rappresentano comunque indicazioni preziose sul comportamento dei pesci in una giornata caratterizzata da condizioni meteo in rapido cambiamento.
La parte più interessante è stata senza dubbio il continuo confronto tra artificiali di misure e colorazioni differenti. Ogni cambio è stato fatto con un preciso motivo, cercando di interpretare i segnali del mare e capire quale potesse essere la soluzione migliore in quel momento.
Non sempre la giornata perfetta coincide con il pesce più grande.
A volte basta un’alba sul mare, qualche attacco improvviso, un paio di barracuda rilasciati in salute e tante prove sul campo per tornare a casa con qualcosa di ancora più utile: un’esperienza che renderà più efficace la prossima uscita.
La degna conclusione in compagnia e forse anche la parte più bella di ogni battuta, la pesca sulle mangianze in pasticceria con esca il cucchiano e non sbagli mai!
Se vuoi vedere tutta l’azione di pesca, i cambi di artificiale e le catture in tempo reale, trovi il video completo alla fine di questo articolo.
Scheda tecnica attrezzatura ed esche utilizzate
Spinning Medio ninja
- CANNA: DAIWA NINJA 10-35
- MULINELLO: EXCELER LT23 – 4000
- TRECCIATO: DAIWA J-BRAID
Liht Spinning
- CANNA: DAIWA FREAMS EVOLUTION 3-15 GRAMMI
- MULINELLO: DAIWA FUEGO 3000 LT
- TRECCIATO: 0.10 – J-BRAID X8
- TERMINALE: TRABUCCO XPS 0,28
Esche utilizzate
- DAIWA Shoreline Shiner Z Vertice R Laser Impact 140F – Minnow floating da 140 mm, ideale per la ricerca di predatori di taglia come pesce serra e leccia amia, particolarmente efficace nelle prime ore del giorno e in condizioni di mare formato.
- DAIWA Shoreline Shiner Z Vertice R Laser Impact 125F – Versione da 125 mm, estremamente versatile per lo spinning inshore, adatta a spigole, serra e barracuda, con un’azione di nuoto molto naturale.
- DAIWA Shoreline Shiner Z Vertice R Laser Impact 98F – Minnow compatto da 98 mm, perfetto quando i predatori sono focalizzati su foraggio di piccole dimensioni o in presenza di pesce diffidente.
DAIWA Shoreline Shiner Z Vertice R Laser Impact 125F
SL-Z VERTICE R LASER IMPACT – Massima luminosità e gittata per prestazioni senza eguali!
L’evoluzione della leggenda SLZ Vertice R con tecnologia Laser Impact (PAT.P) per una maggiore attrattività.
La serie SL-Z VERTICE R si arricchisce dell’innovativa tecnologia LASER IMPACT (PAT.P). Grazie a una struttura 3D a riflessione multipla, questa esca emette riflessi ad alta luminosità in più direzioni, riproducendo fedelmente il bagliore naturale delle prede come le acciughe o le sardine. Questo consente di attirare i predatori anche a grande distanza, aumentando le possibilità di cattura.
Non solo: la tecnologia Laser Impact ricrea perfettamente l’effetto intermittente dei riflessi durante il nuoto, garantendo un’attrattività eccezionale in qualsiasi condizione di luce. Anche con una minima illuminazione notturna o in ombra, l’esca si comporta come un vero baitfish, risultando efficace sia di giorno che di notte e in qualsiasi ambiente.
SLS-Z VERTICE R LASER IMPACT 140F
SL-Z VERTICE R LASER IMPACT – Massima luminosità e gittata per prestazioni senza eguali!
L’evoluzione della leggenda SLZ Vertice R con tecnologia Laser Impact (PAT.P) per una maggiore attrattività.
La serie SL-Z VERTICE R si arricchisce dell’innovativa tecnologia LASER IMPACT (PAT.P). Grazie a una struttura 3D a riflessione multipla, questa esca emette riflessi ad alta luminosità in più direzioni, riproducendo fedelmente il bagliore naturale delle prede come le acciughe o le sardine. Questo consente di attirare i predatori anche a grande distanza, aumentando le possibilità di cattura.
Non solo: la tecnologia Laser Impact ricrea perfettamente l’effetto intermittente dei riflessi durante il nuoto, garantendo un’attrattività eccezionale in qualsiasi condizione di luce. Anche con una minima illuminazione notturna o in ombra, l’esca si comporta come un vero baitfish, risultando efficace sia di giorno che di notte e in qualsiasi ambiente.
Trecciato utilizzato
DAIWA J-BRAID EXPEDITION
✅ Lancio fluido e senza attriti: la superficie rivestita in silicone migliora notevolmente la gittata.
✅ Ottima sensibilità: anche le tocche più leggere vengono percepite immediatamente.
✅ Resistenza al nodi e agli sfregamenti: il filo ha retto senza problemi anche incagli permettendomi di salvare il mio prezioso artificiale!
ALBA a SPINNING – BARRA ALUZZI & “MANGIANZE” finali
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