Pesca al serra dalla spiaggia: teleferica col vivo e trancio di sarago

Durante una battuta estiva di beach ledgering siamo andati alla ricerca del pesce serra utilizzando due sistemi diversi ma entrambi molto efficaci: la teleferica con il vivo e l’innesco con il trancio di sarago. L’idea è partita dai preparativi di Guglielmo, che ha mostrato passo dopo passo come affrontare una pescata mirata a questo predatore, dalla cattura dell’esca fino alla preparazione delle montature.
La ricerca dell’esca viva

Prima di insidiare il serra bisogna procurarsi l’esca giusta. Per farlo abbiamo utilizzato una montatura a tre ami, con braccioli di circa un metro e tutti flotterati. L’innesco scelto era il coreano tagliato: una soluzione utile per capire rapidamente quali pesci sono presenti in zona, senza consumare inutilmente esche intere se ci sono molte boghe o piccoli pesci particolarmente attivi.
L’obiettivo era proprio catturare qualche pesce vivo da utilizzare in seguito. Quando si pesca il serra, avere un’esca viva e vitale può fare la differenza, soprattutto se riesce a nuotare bene e a creare quel movimento naturale capace di richiamare l’attenzione del predatore.


La montatura per catturare l’esca viva è studiata per insidiare il pesce di galla, facile da catturare, mediante l’utilizzo di una montatura a tre ami tutti flotterati innescati con i pezzi di coreano.
La canna dedicata alla pesca del serra

Per questa tecnica abbiamo preparato una canna dedicata, con capacità di lancio fino a 170 grammi. In questa situazione abbiamo utilizzato un piombo da circa 125-130 grammi, montato su uno 0,40 diretto in bobina. Il piombo scelto è stato un idropiramide, una soluzione che garantisce una buona tenuta e che si adatta bene a questo tipo di pesca dalla spiaggia.



Sui piombi esistono tante opinioni diverse, ma l’importante è utilizzare un assetto nel quale ci si sente sicuri e che consenta di mantenere la montatura stabile anche quando il mare si muove un po’. Quando si pesca il serra, infatti, tutto deve essere proporzionato: canna, lenza, terminale e minuteria devono reggere una possibile partenza improvvisa e molto potente.
La montatura teleferica con il vivo
La prima montatura è la classica teleferica, una delle più usate quando si vuole pescare il serra con l’esca viva. Si parte dalla lenza madre, sulla quale viene inserito un moschettone grande, largo e soprattutto libero di scorrere senza creare impigliamenti. Il moschettone deve lavorare bene lungo la lenza, perché sarà proprio lui a permettere al terminale con il vivo di raggiungere il punto desiderato.



Prima del piombo viene posizionata una pallina dura che svolge la funzione di stop, seguita da una pallina morbida salva-nodo. Questo piccolo dettaglio evita che il moschettone arrivi direttamente contro il piombo e protegge l’intera montatura. Una volta lanciato il piombo, il terminale scorrerà lungo la lenza fino a fermarsi in battuta.
Il terminale della teleferica viene realizzato con un amo e un tratto di cavetto d’acciaio. Il cavetto è indispensabile perché il serra possiede denti molto affilati e può tagliare facilmente un normale terminale in fluorocarbon. Risparmiare su questo particolare significa rischiare di perdere il pesce proprio nel momento più bello della pescata.
Come innescare il vivo per il serra

Per l’esca viva abbiamo utilizzato una boga, bella attiva e in grado di nuotare correttamente. L’innesco è stato effettuato in coda con un amo singolo, cercando di non limitarne il movimento. Un pesce che nuota bene resta più naturale e riesce a richiamare meglio il serra.
Il serra spesso attacca la parte posteriore della preda per ferirla prima di finirla. Proprio per questo un innesco in coda può rivelarsi molto efficace. Dopo aver lanciato il piombo, il vivo viene calato con attenzione e lasciato scorrere lungo la teleferica. A quel punto non resta che aspettare: quando il serra entra in caccia, un’esca viva ben presentata può essere davvero irresistibile.
L’innesco con il trancio di sarago

Non sempre si riesce a utilizzare il vivo, oppure può capitare di avere a disposizione un pesce che non ce l’ha fatta. In questi casi si può preparare un ottimo innesco con il trancio di sarago. Anche questa soluzione può funzionare benissimo, soprattutto perché il sarago rilascia odore e olio in acqua, creando una scia molto interessante per il serra.
Dal pesce vengono ricavati due filetti, aprendo il ventre e lavorando il saraghetto con cura. I due filetti vengono poi sistemati al contrario, con la pelle all’interno. Tra i due viene inserito un piccolo pezzetto di materiale galleggiante, utile per sollevare leggermente l’innesco dal fondo e renderlo più visibile.



L’amo viene posizionato in modo che la punta resti appena scoperta. Tutto viene poi chiuso con abbondante filo elastico, fino a ottenere una polpettina compatta, resistente e ben presentata. È importante far passare il filo elastico sotto l’amo e chiudere l’innesco con qualche mezzo collo, così da evitare che si apra durante il lancio o mentre lavora in acqua.
Perché il saraghetto può essere micidiale
Un innesco realizzato con due filetti di sarago ha volume, rilascia molta sostanza in acqua e può restare efficace anche per diverso tempo. Il piccolo galleggiante interno gli dona inoltre un movimento e una posizione più invitanti, soprattutto quando il fondo è ricco di ostacoli o quando si vuole evitare che l’esca resti completamente appoggiata sulla sabbia.
Durante questa pescata il saraghetto ha dimostrato tutta la sua efficacia: dopo l’attacco e una bella fase di recupero, il serra è arrivato a riva. Un risultato che conferma quanto sia importante non trascurare la preparazione dell’esca, perché spesso è proprio lì che si gioca la differenza tra una semplice uscita di pesca e una cattura memorabile.
Attrezzatura utilizzata – LINK
- Canna da beach ledgering/pesca al serra con potenza di lancio fino a 170 grammi.
- Mulinello capiente con lenza madre dello 0,40.
- Piombo idropiramide da 125-130 grammi.
- Moschettone grande e scorrevole per la teleferica.
- Pallina dura come stop per il moschettone.
- Pallina morbida salva-nodo.
- Terminale monoamo.
- Cavetto d’acciaio, fondamentale contro i denti del serra.
- Ami adatti alla dimensione dell’esca.
- Coreano per la cattura dei pesci esca.
- Boga viva per la teleferica.
- Saraghetto per l’innesco a trancio.
- Materiale galleggiante per alleggerire il trancio.
- Filo elastico per chiudere l’innesco.
La cattura con innesco vivo su teleferica

Dopo aver preparato tutta l’attrezzatura, catturato il vivo e realizzato con cura l’innesco, arriva finalmente il momento di mettere alla prova la teleferica con il vivo. L’esca viene calata in acqua e inizia l’attesa, fino a quando arriva la tanto attesa partenza. Il serra ha attaccato il vivo e a quel punto bisogna gestire con attenzione la fase di combattimento, mantenendo la giusta tensione e assecondando le sue fughe.
Essendo una pescata effettuata nelle ore buie, nel video non possiamo apprezzare eventuali salti o le evoluzioni del pesce durante il combattimento, ma si percepisce tutta la sua forza attraverso le partenze e le testate sulla canna. Alla fine riusciamo a portare a riva il pesce serra, coronando con una bella cattura una sessione nella quale abbiamo messo a confronto teleferica con il vivo e pesca con il trancio.



Una conclusione che conferma quanto la preparazione dell’attrezzatura, la scelta dell’esca e la corretta gestione della tecnica possano fare la differenza quando si va a caccia di uno dei predatori più combattivi delle nostre coste.
Domande e risposte sulla pesca al serra
Qual è la migliore esca per il pesce serra?
Il vivo è una delle esche più efficaci, specialmente boga, sugarello e piccoli sparidi. Anche il trancio di cefalo, sarda o sarago può essere molto produttivo, soprattutto se preparato bene, flottato e chiuso con filo elastico.
Perché usare il cavetto d’acciaio?
Il serra ha denti molto taglienti e può recidere facilmente un terminale tradizionale. Il cavetto d’acciaio riduce sensibilmente il rischio di tagli durante l’attacco e il recupero.
A cosa serve la teleferica?
La teleferica permette di lanciare il piombo separatamente e poi far scorrere il terminale con il vivo lungo la lenza madre. In questo modo l’esca arriva in pesca in maniera più controllata e può muoversi in modo naturale.
Come si innesca il vivo per il serra?
Un innesco in coda con amo singolo permette al pesce di nuotare bene e lasciare libera gran parte del corpo. Bisogna innescare con delicatezza per non indebolire l’esca. Se l’esca viva è grossa serve una montatura con due ami.
Quando usare il trancio di sarago?
Il trancio è perfetto quando non si dispone di un vivo, quando il mare è un po’ più mosso o quando si vuole sfruttare la forte scia odorosa rilasciata dal pesce. Se preparato con due filetti, materiale galleggiante e filo elastico, diventa un’esca molto resistente e catturante.
Conclusioni
Teleferica col vivo e trancio di sarago sono due metodi da conoscere per chi vuole cercare il serra dalla spiaggia. Il vivo resta un’esca eccezionale, ma anche un innesco ben costruito con il saraghetto può rivelarsi micidiale. La cosa più importante è preparare tutto con attenzione, utilizzare un terminale sicuro e osservare sempre ciò che accade in acqua: quando il serra gira, basta davvero poco per trasformare una normale battuta in una pescata indimenticabile.
CACCIA AL PESCE SERRA: TELEFERICA CON VIVO vs TRANCIO! QUALE HA FUNZIONATO? 🎣🔥
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