UNA LECCIA DA PAURA CON IL DAIWA SHORELINE SHINER Z VERTICE R 125: ATTACCO, COMBATTIMENTO E RILASCIO

Ci sono catture che, anche se durano pochi minuti, rimangono impresse nella memoria molto più di tante altre. Questa è una di quelle. Una giornata di spinning dalla riva su scogliera artificiale, qualche lancio, un predatore che arriva sull'artificiale e, improvvisamente, la canna si piega e inizia un combattimento che ti fa dimenticare tutto il resto.
Nel video Short che ho pubblicato sul canale YouTube di ClipAngler si vede proprio uno di questi momenti. Ero in pesca con il Daiwa Shoreline Shiner Z Vertice R 125 e, dopo aver già perso una leccia, arriva finalmente la cattura che speravo. Quando il pesce viene a tiro e riesco a riconoscerlo, parte spontanea l'esclamazione: “Guarda che pesce adesso!”. È una bellissima leccia, combattiva e in ottima forma, che alla fine decido naturalmente di rilasciare.
Il protagonista di questa cattura è stato ancora una volta il Daiwa Shoreline Shiner Z Vertice R nella misura 125, un artificiale che sto utilizzando sempre più spesso nelle mie sessioni di spinning in mare e che, anche questa volta, ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche necessarie per insidiare predatori importanti dalla riva.

LA CATTURA DELLA LECCIA
La scena che vedete nel video è una di quelle che noi pescatori conosciamo bene. Prima l'attacco, poi la consapevolezza che dall'altra parte della lenza c'è qualcosa di interessante e subito dopo la necessità di mantenere la calma.
La leccia non è un pesce che si può gestire semplicemente recuperando a tutta velocità. Quando decide di partire, bisogna assecondarla, lavorare con la frizione e soprattutto evitare di forzare inutilmente il combattimento. In questi momenti l'attrezzatura deve lavorare come un sistema unico: canna, mulinello, trecciato, terminale, split ring, ancorette e naturalmente artificiale.
La combo utilizzata in questa occasione era composta dalla Daiwa Freams Evolution da 10-30 grammi abbinata al Daiwa Caldia lt 4000. È una combinazione che mi piace molto per lo spinning dalla riva perché riesce a mantenere una buona sensibilità durante il recupero, ma allo stesso tempo offre la potenza necessaria quando arriva un predatore come la leccia.
La Freams da 10-30 grammi si sposa particolarmente bene con il peso dello Shoreline Shiner Z Vertice R 125, permettendomi di lanciare l'artificiale con grande facilità e di sfruttarne una delle caratteristiche che considero più importanti: la capacità di arrivare lontano.
DAIWA SHORELINE SHINER Z VERTICE R 125: UN MINNOW NATO PER LA DISTANZA
Il Daiwa Shoreline Shiner Z Vertice R è un minnow pensato per la pesca dei predatori costieri e la sua caratteristica più evidente è sicuramente la capacità di lancio.
Daiwa ha sviluppato per questa serie un sistema di trasferimento della massa molto rapido e magnetico, studiato per permettere all'artificiale di raggiungere grandi distanze con maggiore facilità. È una caratteristica particolarmente importante quando si pesca dalla riva, perché spesso il pesce non si trova a pochi metri da noi e riuscire a raggiungere la zona di caccia può fare la differenza.
La misura da 12,5 centimetri è probabilmente una delle più interessanti dell'intera famiglia Shoreline Shiner Z Vertice R perché rappresenta un ottimo compromesso tra dimensioni, peso, capacità di lancio e possibilità di utilizzo in condizioni differenti.

La gamma comprende sia la versione floating sia quella sinking. Il 125F misura esattamente 125 millimetri e pesa 20,5 grammi, mentre il 125S mantiene la stessa lunghezza ma sale a 23 grammi. Il modello floating ha un assetto slow floating e lavora indicativamente tra 0,5 e 1 metro di profondità; il sinking è invece slow sinking e ha un range dichiarato di circa 0,5-1,4 metri.
Nel caso del 125F, la distanza di lancio massima dichiarata da Daiwa arriva a circa 77,5 metri, con una media di 73,5 metri nei test del produttore. Il 125S arriva invece a circa 79,5 metri di massima e 75,9 metri di media. Naturalmente la distanza effettiva dipende dall'attrezzatura utilizzata, dal diametro del trecciato, dal terminale, dal vento e dalla tecnica di lancio.
Ma il dato che interessa maggiormente quando si pesca realmente è la sensazione che si ha durante il lancio. E lo Shoreline è uno di quegli artificiali che, una volta partito, sembra davvero volere andare lontano.
L'AZIONE DELLO SHORELINE SHINER Z VERTICE R
Un altro aspetto interessante è l'azione. Il 125F e il 125S sono caratterizzati da una tight woven roll, cioè un movimento molto compatto e serrato durante il recupero. Non abbiamo quindi un artificiale che si muove in maniera eccessivamente ampia, ma un minnow che riesce a produrre una vibrazione molto particolare e credibile.
È proprio questo tipo di movimento che può risultare estremamente interessante quando stiamo cercando predatori che stanno inseguendo piccoli pesci foraggio.
Il 125F lavora lentamente in superficie e nel primo metro d'acqua, mentre la versione 125S permette di raggiungere una profondità maggiore e può essere preferita quando vogliamo cercare il pesce più in basso oppure quando condizioni di vento e corrente rendono necessario utilizzare un artificiale che scenda più rapidamente.
Questa possibilità di scegliere tra floating e sinking rende il 125 particolarmente versatile. In pratica possiamo mantenere la stessa dimensione dell'esca cambiando però il comportamento nella colonna d'acqua.
LE CARATTERISTICHE TECNICHE
Entrando più nel dettaglio, il Daiwa Shoreline Shiner Z Vertice R 125 è lungo 125 millimetri. Il modello 125F pesa 20,5 grammi ed è equipaggiato di serie con ancorette numero 5 e split ring numero 3. Il 125S pesa invece 23 grammi e mantiene la stessa configurazione di base, con ancorette numero 5 e split ring numero 3.
La serie comprende anche altre misure. Il 98S misura 9,8 centimetri, pesa 17,7 grammi ed è sinking; il 140 è disponibile nella versione floating da 27 grammi e sinking da 28,5 grammi. La gamma è quindi pensata per adattarsi a situazioni molto differenti, dalla ricerca di predatori su piccole prede fino alla pesca con artificiali più importanti in condizioni di mare e vento più impegnative.

La versione da 14 centimetri sinking, per esempio, è particolarmente interessante quando si pesca in condizioni caratterizzate da acqua più movimentata oppure dalla spiaggia, dove distanza e velocità di raggiungimento della zona di pesca diventano elementi fondamentali.
IL SISTEMA DI TRASFERIMENTO DELLA MASSA
Una delle caratteristiche che personalmente apprezzo maggiormente nello Shoreline è proprio il sistema di trasferimento della massa.
Durante il lancio il peso interno si sposta verso la parte posteriore dell'artificiale, contribuendo a renderlo molto più aerodinamico e favorendo il raggiungimento di distanze importanti. Una volta entrato in acqua, il sistema permette al peso di tornare rapidamente nella posizione corretta grazie al sistema magnetico, consentendo all'artificiale di iniziare rapidamente la propria azione.
È un particolare che può sembrare secondario leggendo semplicemente la scheda tecnica, ma durante una sessione di spinning dalla riva diventa molto importante. Quando hai bisogno di raggiungere un punto preciso, superare una corrente o arrivare oltre una fascia di schiuma, poter contare su un artificiale che vola bene significa avere una possibilità in più di presentare l'esca nel posto giusto.
Ed è proprio questo uno dei motivi per cui continuo a utilizzare lo Shoreline nelle mie uscite.
LA COMBO: FREAMS 10-30 E CALDIA
Per questa cattura la canna era la Daiwa Freams Evolution 10-30 grammi, abbinata al Daiwa Caldia.
È una combo che trovo molto equilibrata per lo spinning in mare dalla riva. La Freams mi permette di gestire bene artificiali come lo Shoreline da 20,5 grammi e allo stesso tempo mantiene una buona riserva di potenza quando arriva un pesce più importante.
Il Caldia completa bene l'attrezzatura perché offre quella fluidità che serve soprattutto durante i combattimenti in cui bisogna lasciare lavorare correttamente la frizione.
E con una leccia dall'altra parte della lenza, la frizione diventa fondamentale.
Quando il pesce parte non bisogna cercare di bloccarlo a tutti i costi. È molto più importante mantenere una tensione costante, seguire le sue fughe e sfruttare il lavoro elastico della canna. In questo modo si riduce il rischio di strappare l'amo o di sottoporre il terminale a una trazione eccessiva.
UNA LECCIA PERSA E UNA LECCIA PORTATA A RIVA
La cosa curiosa di questa pescata è che la prima leccia non sono riuscito a portarla a riva.
Nel video si sente tutta la concitazione del momento e poi arriva quella sensazione che conosciamo tutti: il pesce che si libera e il pensiero immediato che forse quella cattura non arriverà.
Ma nella pesca bisogna continuare.
E infatti, poco dopo, arriva un'altra occasione.
Questa volta il combattimento va nel modo giusto e riesco finalmente a portare la leccia vicino a riva. Quando la vedo, capisco immediatamente che è un pesce bellissimo e che vale assolutamente la pena godersi il momento senza pensare soltanto alla fotografia o al video.

UNA CATTURA DA RILASCIARE
Per me questo è un aspetto fondamentale.
La leccia è uno di quei pesci che, quando hai la fortuna di incontrare in mare, ti regala un'emozione enorme. È un predatore bellissimo, potente e perfettamente inserito nell'ecosistema marino.
Per questo motivo, dopo averla ammirata e aver realizzato rapidamente le immagini necessarie, il pesce viene rilasciato.
Nel finale dello Short lo dico chiaramente: questi sono pesci troppo belli e vanno soltanto rilasciati.
Vederla ripartire e tornare libera è stata probabilmente la parte più bella di tutta la cattura. Il combattimento dura pochi minuti, ma sapere che quel pesce torna nel suo ambiente rende l'esperienza ancora più soddisfacente.
GUARDA LO SHORT DELLA CATTURA
Se siete arrivati fin qui, però, vi consiglio di guardare anche il video perché in questo caso le parole non possono raccontare completamente quello che si prova durante il combattimento.
Nel mio YouTube Short si vede la cattura praticamente in tempo reale: la mangiata, le mie urla quando finalmente capisco che è una leccia, il combattimento e il momento finale del rilascio.
GUARDA LO SHORT – LECCIA CON DAIWA SHORELINE SHINER Z VERTICE R:
CONCLUSIONI
Questa cattura è una di quelle che mi ricordano perché continuo ad amare lo spinning dalla riva. Non sai mai cosa può succedere al lancio successivo. Puoi perdere un pesce, pensare che sia finita e poi ritrovarti pochi minuti dopo con una leccia dall'altra parte della lenza.
In questa occasione l'attrezzatura ha funzionato perfettamente. La Daiwa Freams Evolution 10-30 grammi abbinata al Caldia mi ha permesso di gestire bene il combattimento, mentre lo Shoreline Shiner Z Vertice R 125 ha fatto quello per cui è stato progettato: raggiungere la distanza, lavorare nella fascia d'acqua corretta e presentare un'esca estremamente interessante per i predatori costieri.
Il 125F da 20,5 grammi, con il suo assetto slow floating, il range di lavoro di circa 0,5-1 metro, l'azione tight woven roll e soprattutto la grande capacità di lancio, è un artificiale che considero particolarmente interessante per lo spinning dalla riva. La possibilità di scegliere anche il 125S da 23 grammi permette poi di cambiare completamente approccio mantenendo la stessa misura dell'esca.
E alla fine rimane la cosa più importante: la leccia è tornata libera.
Una cattura persa, una cattura portata a riva, tante emozioni e un artificiale che ancora una volta mi ha regalato una grande soddisfazione.
Questo, per me, è lo spinning.
SCHEDA TECNICA – DAIWA SHORELINE SHINER Z VERTICE R 125
Lunghezza: 125 mm
Peso 125F: 20,5 g
Peso 125S: 23 g
Assetto 125F: Slow Floating
Assetto 125S: Slow Sinking
Range di lavoro 125F: circa 0,5-1,0 m
Range di lavoro 125S: circa 0,5-1,4 m
Azione: Tight Woven Roll
Ami 125F/125S: ancorette n. 5
Split ring: n. 3
Distanza di lancio dichiarata per il 125F: massimo 77,5 m, media 73,5 m
Distanza di lancio dichiarata per il 125S: massimo 79,5 m, media 75,9 m
ATTREZZATURA UTILIZZATA
Canna: Daiwa Freams Evolution 10-30 g
Mulinello: Daiwa Caldia
Artificiale: Daiwa Shoreline Shiner Z Vertice R 125
Tecnica: spinning dalla riva
Preda: leccia
Finale: rilascio del pesce
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