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Con questo caldo si può ancora andare a pesca? Cambiano orari, tecniche e strategie

L’estate è probabilmente la stagione nella quale abbiamo più tempo da dedicare alla pesca. Le giornate sono lunghe, il mare invita a stare fuori e spesso le ferie ci permettono di organizzare qualche uscita in più. Ma quando il caldo diventa davvero intenso, la situazione cambia.

Qualche giorno fa ho pubblicato un sondaggio sulla community di ClipAngler ponendo una domanda molto semplice: “Con questo caldo riuscite ad andare a pesca?”

Su 106 voti, il risultato è stato abbastanza indicativo:

  • 45% – No, poco
  • 28% – Sì, come prima
  • 26% – No, per niente

In pratica, circa 7 pescatori su 10 hanno ridotto sensibilmente le proprie uscite oppure hanno smesso temporaneamente di andare a pesca.

E tra i commenti è emerso anche un altro aspetto interessante: con temperature elevate non siamo soltanto noi pescatori a modificare le nostre abitudini. Anche i pesci cambiano comportamento, zone frequentate e momenti di maggiore attività.

Ma questo significa davvero dover mettere canne e artificiali da parte fino a settembre?

Non necessariamente. Probabilmente dobbiamo cambiare soprattutto il modo in cui organizziamo le nostre battute di pesca.

Classificazione: 1 su 5.

Il problema non è soltanto pescare con 35 o 40 gradi

Quando si parla di pesca estiva tendiamo immediatamente a pensare al fastidio provocato dal caldo. In realtà, nelle giornate più torride entrano in gioco diversi fattori.

Innanzitutto c’è il nostro benessere. Passare diverse ore su una scogliera, una spiaggia o ancora peggio su un kayak sotto il sole estivo, che si riflette anche sull'acqua, può diventare molto impegnativo e pericoloso.

Ma cambia anche l’ambiente marino.

L’aumento della temperatura dell’acqua, la forte presenza di bagnanti e imbarcazioni, il rumore lungo la costa e la maggiore pressione antropica possono modificare le condizioni nelle quali siamo abituati a pescare durante il resto dell’anno.

E alcune specie possono semplicemente spostarsi, cercare maggiore profondità oppure concentrare l’attività alimentare nelle ore più favorevoli.

Ecco perché insistere con gli stessi orari e le stesse strategie utilizzate durante tutto l'anno può non essere sempre la scelta migliore.

Cambiare orario può essere più importante che cambiare esca

Se durante l’inverno posso tranquillamente organizzare una battuta nelle ore centrali della giornata, in piena estate personalmente considero molto più interessanti tre finestre:

le prime luci dell’alba, il tramonto e la notte.

Non è una regola assoluta e naturalmente esistono moltissime eccezioni, ma sono fasce orarie che permettono innanzitutto di pescare con temperature decisamente più sopportabili.

E spesso sono interessanti anche dal punto di vista dell’attività dei pesci.

Pescare alle prime luci dell’alba

Per chi riesce a mettere la sveglia molto presto, questa probabilmente rimane una delle soluzioni migliori.

Arrivare sullo spot quando è ancora buio, preparare l’attrezzatura e iniziare a pescare durante il passaggio tra notte e giorno permette di sfruttare una delle fasi che personalmente trovo più affascinanti.

La temperatura è ancora relativamente bassa, sulle spiagge c’è poca gente e anche la superficie del mare non è ancora invasa dal traffico delle ore successive.

Per chi pratica spinning può essere il momento giusto per cercare predatori lungo costa.

Ma il discorso non riguarda esclusivamente lo spinning.

Anche una pescata a fondo, una sessione dalla scogliera o altre tecniche possono essere organizzate sfruttando proprio queste ore, magari iniziando prima dell’alba e concludendo la battuta quando il sole comincia a diventare troppo forte.

Tramonto: un’altra finestra da sfruttare

L’alternativa è fare esattamente il contrario.

Invece di alzarsi alle quattro del mattino, possiamo arrivare sullo spot nel tardo pomeriggio, preparare con calma l’attrezzatura e aspettare che il sole cominci a scendere.

Il tramonto rappresenta un altro momento di transizione interessante.

Con il progressivo calo della luce cambia anche l’ambiente lungo costa. I bagnanti iniziano ad andare via, diminuisce il movimento sulle spiagge e finalmente possiamo tornare ad avere un po’ di spazio.

E soprattutto la pescata può continuare durante la notte.

Ed è qui che, secondo me, l’estate può diventare l’occasione per riscoprire anche tecniche differenti.

Non esiste soltanto lo spinning: estate significa anche beach ledgering

Chi segue ClipAngler sa perfettamente quanto mi piaccia lo spinning. Ma sarebbe sbagliato affrontare questo argomento pensando esclusivamente agli artificiali.

Quando le temperature diventano elevate possiamo semplicemente decidere di cambiare tecnica.

Una delle possibilità che apprezzo particolarmente nelle serate estive è, ad esempio, il beach ledgering.

Arrivare in spiaggia prima del tramonto, montare le canne e iniziare la pescata quando la temperatura comincia finalmente a scendere trasforma completamente l’esperienza.

In questo caso non dobbiamo necessariamente camminare chilometri lungo la costa alla ricerca dei predatori.

Possiamo organizzare la nostra postazione, sistemare le canne e dedicarci alla pesca di mormore, saraghi, orate e delle altre specie che possono frequentare le nostre spiagge.

Naturalmente spot, periodo, condizioni del mare, esche e montature faranno la differenza.

Ma il concetto che voglio sottolineare è un altro: se il caldo rende poco piacevole una determinata tecnica, possiamo sfruttare l’occasione per praticarne un’altra.

Ed è anche un modo per vivere il mare diversamente.

Una spiaggia che alle 15:00 di agosto sarebbe praticamente impossibile da pescare, poche ore più tardi può diventare uno spot completamente diverso.

Pesca notturna: quando l’estate cambia volto

La notte merita un discorso a parte.

Personalmente trovo che le pescate notturne abbiano sempre un fascino particolare, ma durante l’estate acquistano anche un vantaggio molto concreto: ci permettono di evitare le temperature estreme della giornata.

Possiamo praticare beach ledgering, surfcasting quando le condizioni lo permettono, pesca dalla scogliera e naturalmente anche spinning notturno.

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Cambiano però completamente le esigenze.

Illuminazione, organizzazione dell’attrezzatura e conoscenza dello spot diventano ancora più importanti.

Una buona lampada frontale diventa praticamente indispensabile e, soprattutto quando si pesca dalle rocce, eviterei di affrontare al buio spot che non conosco bene.

L’estate non deve trasformarsi nella ricerca della cattura a tutti i costi.

E il kayak?

Qui farei ancora più attenzione.

La pesca in kayak è una delle tecniche che amo, ma nelle giornate di caldo estremo personalmente eviterei lunghe permanenze in mare durante le ore centrali.

Sul kayak siamo completamente esposti al sole e spesso la percezione del caldo può essere ingannevole, soprattutto quando c’è un po’ di vento.

Anche in questo caso la soluzione può essere anticipare l’uscita.

Partenza quando è ancora buio o alle primissime luci, qualche ora di pesca e rientro prima che il sole diventi veramente pesante.

Inoltre, indipendentemente dal caldo, prima di uscire in kayak vanno sempre valutati attentamente vento, mare, previsioni e condizioni locali, senza lasciare che la voglia di pescare prevalga sulla sicurezza.

Nelle ore centrali forse possiamo semplicemente non pescare

Sembra banale, ma a volte la soluzione migliore è proprio questa.

Se alle 13:00 ci sono 38 °C, il sole picchia e non c’è un filo di vento, non abbiamo nessun obbligo di essere in pesca.

Possiamo sfruttare quelle ore per fare altro e dedicare al mare i momenti migliori della giornata.

Anzi, personalmente preferisco molto di più una pescata di tre ore fatta bene all’alba rispetto a sei o sette ore trascorse sotto il sole aspettando che succeda qualcosa.

Significa adattare la pesca alla stagione.

Bere, proteggersi e non sottovalutare il caldo

C’è poi un aspetto che viene prima di qualsiasi considerazione tecnica.

Durante le giornate estive bisogna portare acqua a sufficienza, proteggersi dal sole con abbigliamento adeguato e considerare che scogliere e spiagge spesso non offrono alcuna zona d’ombra.

Questo vale ancora di più quando dobbiamo camminare parecchio per raggiungere uno spot o quando siamo in kayak.

Se le condizioni diventano eccessive, la pescata può tranquillamente aspettare.

Il mare rimane lì.

Forse d’estate non peschiamo meno: peschiamo diversamente

Ed è questa la riflessione che mi ha lasciato il sondaggio.

Quel 45% che ha risposto “No, poco” probabilmente rappresenta bene ciò che succede a molti di noi.

Non abbiamo necessariamente perso la voglia di pescare. Semplicemente diventa più complicato farlo negli orari ai quali siamo abituati.

La soluzione può essere cambiare approccio.

Sveglia prima dell’alba e qualche ora di spinning. Uscita serale dalla scogliera. Una notte dedicata al beach ledgering. Una breve uscita in kayak alle prime luci. Oppure semplicemente aspettare una giornata con temperature più accettabili.

La pesca è anche capacità di leggere le condizioni e adattarsi.

E questo vale per mare, vento, corrente e pressione atmosferica, ma inevitabilmente anche per temperatura e stagione.

E voi come vi state organizzando?

Il sondaggio ha già dato un’indicazione abbastanza chiara, ma adesso sono curioso di approfondire.

Con questo caldo avete semplicemente ridotto le uscite oppure avete cambiato orari e tecniche?

State pescando all’alba? Preferite il tramonto? Avete riscoperto le pescate notturne o magari il beach ledgering?

Raccontatemelo nei commenti: potrebbe essere interessante confrontare le strategie che ognuno di noi sta adottando per continuare a vivere il mare anche nel periodo più caldo dell’anno.

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